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PREVISIONI 2017, ANCORA UN ANNO DI STASI.

Postato da Angelo on 1 gennaio 2017
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Stop alla discesa dei prezzi degli immobili e aumento del numero delle compravendite: questa la fotografia che cerca di cogliere l’andamento futuro del mercato immobiliare 2017 in Italia. “La crisi si sta avviando verso una fase caratterizzata dalla stabilità dei prezzi delle case”.

Miglioramenti in positivo del numero delle compravendite si registrano principalmente nei grandi centri urbani. Le previsioni immobiliari 2017 per il mercato italiano si giovano di una moderata ma costante crescita di fiducia dei consumatori e dall’ accresciuto desiderio di acquistare casa da parte dei nostri connazionali.

Per i prezzi immobiliari, ci si aspetta una contrazione per il 2017 compresa tra -6% e 3% per il valore al mq, mentre le compravendite potrebbero attestarsi intorno a 460-470 mila (500mila per l’associazione nazionale dei costruttori edili).

Sulla stessa lunghezza d’onda anche i costruttori dell’ANCE che per il 2017 prevedono un incremento delle compravendite immobiliare del 13,5% questo grazie a prezzi al mq molto più vicini alla realtà. La previsione è stata fatta sulla base del buon risultato registrato nel 2015, quando la crescita delle transazioni si è fermata a un +6,3%.

La ripresa è sostenuta anche dall’ atteggiamento meno rigido delle banche: “Le prospettive del settore mutui per il 2017 si mantengono quanto mai positive, dato che il costo del denaro è ai minimi storici ed appare destinato a restarvi ancora per molti mesi.

Le offerte mutui di gennaio 2017 confermano l’interesse delle banche ad erogare mutui, con tassi tuttora ai minimi assoluti a partire dall’ 1,1% per i tassi variabili e dal 2,2% per i fissi”.

Ancora una volta la qualità abitativa sarà premiata, le abitazioni con una migliore tenuta delle abitazioni in buono stato e delle soluzioni signorili. Per queste ultime se situate in zone di pregio, si potrebbe addirittura prevedere un rialzo leggero delle quotazioni. Si potranno avere ancora difficoltà per gli immobili di bassa qualità, che oggi stentano ad essere venduti se non dopo importanti ribassi dei prezzi.

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